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Oggi presentiamo uno strumento per la creazione delle Favicon, cioè di quelle minuscole immagini che si trovano nella barra degli indirizzi del web browser proprio davanti all’indirizzo del sito web una volta caricato.

La Favicon non è una semplice immaginina, bensì è considerata parte integrante del brand. Per citarne solo alcuni esempi, Google ha una g incastonata tra i colori che compongono il logo, Facebook ha una “f” blue e Microsoft ha una “M” chiara su sfondo blue. In ogni caso, la Favicon è un elemento grafico molto importante che permettere con un solo colpo d’occhio di riconoscere il sito in cui si è.
Creare una di queste Favicon è un ‘operazione piuttosto semplice con uno strumento come quello cha andiamo a presentare oggi, il suo nome è Favigen.

Il primo passo per la creazione ex novo di una favicon è quello di andare alla homepage di Favigen e cliccare sul tasto Choose Image. A questo punto è necessario caricare il proprio logo che andrà poi a costituire il prodotto finito. Se il logo, per vari motivi non risultasse particolarmente adatto (troppo lungo) è consigliabile identificare una lettera che sia rappresentativa di esso ed ovviamente utilizzare i colori della compagnia (o semplicemente del sito web) che si vuole rappresentare.

Una volta decisa a grandi linee l’immagine, sarà necessario impostare la grandezza della favicon. La maggior parte dei browser utilizzano icone da 16×16 pixels, ma qualora ci fosse un’immagine più grande da caricare, questa verrebbe ridimensionata.

A questo punto, cliccando sul tasto Create Favicon è possibile generarla.
Quasi istantaneamente appare la nuova favicon appena generata. Il tasto Download permette di salvarla in locale.
Giunti sino a qui, per poterla utilizzare, occorre per prima cosa rinominarla in favicon.ico e poi uploadarla nella root del sito di destinazione.

Infine, occorre aggiungere il codice autogenerato al tag head del codice del sito.
Favigen offre un modo veloce per generare e salvare favicon nel formato corretto, il che è particolarmente utile a webmaster neofiti che vogliono completare il loro brand.

I modem router WiFi sono sempre più diffusi e in questa guida spieghiamo come scegliere quello più adatto per le proprie esigenze.

Iniziamo spiegando in cosa consiste un modem router WiFi.
Si tratta di un dispositivo che ha funzionalità sia di modem che di router.
Questo significa che permette di accedere a Internet e che offre la possibilità di condividere la connessione con gli altri dispositivi presenti in casa.
Inoltre supporta la rete wireless, gli altri dispositivi possono quindi connettersi al modem router, e quindi a Internet, senza cavi.

Il primo elemento da valutare nella scelta del modem router WiFi è il tipo di WiFi supportato.
Il WiFi supportato è diviso in varie classi, che si differenziano per la velocità massima che è possibile raggiungere.
Il consiglio è quello di scegliere un dispositivo che supporti la classe N.
Sul mercato sono poi disponibili anche dispositivi che supportano la classe AC, la più avanzata.

Bisogna poi valutare la parte modem.
Se si dispone di ADSL, gli standard sono ADSL, ADSL 2 e ADSL2+, ADSL arriva fino a 12 Mega. ADSL 2 arriva fino a 24 Mega, mentre ADSL 2+ supera i 24 Mega.
Se si dispone di fibra, gli standard sono VDSL e VDSL2.

Da considerare sono poi le porte aggiuntive presenti sul modem router.
La presenza di porte di rete permette di collegare anche dispositivi che non supportano WiFi, nel caso in cui si disponga di questi.
La presenza di porte USB permette invece di collegare e condividere stampanti e hard disk.

I router più avanzati dispongono poi di funzionalità aggiuntive che possono essere utili.
Per esempio è possibile impostare limiti al traffico indirizzato verso i dispositivi collegati o impedire l’accesso a determinati siti.
Si tratta di funzionalità da considerare, visto che per alcuni utenti possono essere molto utili.

Tra i marchi più noti segnaliamo Netgiear, D-Link, TP-Link e Asus.
Per recensioni dei modelli è possibile fare riferimento al sito Modemrouterwifi.com.

I prezzi vanno da 20 euro a oltre 100 euro, a seconda delle caratteristiche e delle funzionalità.
La scelta deve quindi essere fatta in base alle proprie esigenze, tenendo conto degli elementi che abbiamo segnalato.

Molti hanno già sentito parlare di Scheda Madre, o Motherboard, ma non tutti conoscono cosa sia in realtà questo componente e quali siano soprattutto le sue funzioni all’interno di un computer. Andremo a scoprire quindi quali sono le funzioni della scheda madre e come scegliere quella più adatta al proprio computer.

In cosa coniste la scheda madre? Generalmente si definisce scheda madre il componente capace di gestire e collegare tutti i dispositivi fondamentali di un computer.Senza questa scheda il nostro pc non sarebbe in grado di raccogliere informazioni e gestirle attraverso i componenti a cui sono dedicate. Un componente fondamentale questo che contribuisce attivamente a rendere il computer più performante, al contrario ovviamente in caso di guasto oppure di danneggiamento parziale le prestazioni della macchina saranno fortemente ridimensionate.

Per conoscere quale scheda madre possiede il nostro computer e possibile smontare il case sul retro per guardare dal vivo quale modello è stato implementato oppure utilizzare alcuni programmi gratuiti che consentono di conoscere quale modello di Motherboard monta il computer. Ultima alternativa per conoscere il modello di scheda madre implementato sul pc è leggere il libretto in dotazione con il computer per controllare la scheda tecnica, a volte però non è presente questo dato quindi bisogna obbligatoriamente utilizzare una delle alternative.

Come riconoscere la scheda madre adatta? In molti casi gli utenti meno esperti scelgono la loro scheda madre nuova in base alle caratteristiche della stessa, in parte questo è giusto poiché bisogna tener conto di quanta memoria è pronta a gestire ma la variabile fondamentale per scegliere la motherboard resta la compatibilità con il processore in uso sul computer. La scheda madre viene costruita in base ad una particolare architettura selettiva, questo nella grande maggioranza dei casi permette di utilizzarla solo con processori Intel o AMD, mischiare gli accoppiamenti sarebbe solo un danno economico e fisico per il computer poiché la compatibilità è pari a zero.

In conclusione per scegliere una nuova scheda madre bisogna tener conto della marca di processore utilizzato dal computer, della potenza di cui è dotato il processore ed infine dei requisiti minimi garantiti per la gestione di tutti i componenti. Risulta ovvio che una scheda madre di vecchia non potrà essere adatta ai nuovissimi processori che girano a frequenze più veloci ed offrono prestazioni non supportate da questi componenti datati, il consiglio è quindi di verificare la compatibilità con tutti i requisiti del computer.

Il WiFi è sempre più utilizzato anche nelle rete casalinghe.
Il motivo è semplice, offre numerose vantaggi rispetto a una rete con cavi.

Doversi collegare tramite cavo non è sicuramente comodo e limita notevolmente la mobilità.
Inoltre una rete con cavo può anche comportare limitazioni relativamente al numero di dispositivi che possono essere collegati contemporanamente.
Bisogna poi considerare l’impossibilità di utilizzare gli smartphone, una necessità per quasi tutti.

La rete WiFi è quindi comoda, non è però raro che si presentino problemi di lentezza.
Cerchiamo quindi di capire cosa risulta essere possibile fare in situazioni di questo tipo.

Iniziamo dal consiglio più semplice, riavviare il router.
Questa semplice operazione permette i svuoltare la cache e spesso risolve problemi temporanei che causano lentezza.

Un altro elemento da considerare è il posizionamento del router WiFi.
Questo dovrebbe essere posizionato in modo che il segnale possa coprire tutto l’edificio.
Il consiglio è quindi quello di trovare una posizione centrale e verificare che il segnale non sia ostacolato da pareti.

In alcuni casi le interferenze di altri dispositivi, come i telefoni cordless, possono rappresentare un problema.
Bisogna quindi evitare di mettere il router WiFi vicino a dispositivi che possono interferire con il segnale.

Se il problema di lentezza continua, è possibile provare a cambiare il canale di trasmissione.
Per modificare questo parametro, è necessario collegarsi al pannello di controllo del proprio router e individuare la relativa opzione.
Cambiare canale può essere utile se ci si trova in una zona in cui sono presenti molti router WiFi.
Questi possono infatti utilizzare tutti lo stesso canale, con conseguenti interferenze.

Se neanche in questo modo è possibile migliorare le prestazioni, è consigliabile pensare a un ripetitore WiFi.
Si tratta di dispositivi che permettono di estendere la propria rete e di raggiungere quindi quelle zone in cui il segnale è debole.
Relativamente alle caratteristiche dei vari modelli è possibile fare riferimento a questo sito sui ripetitori WiFi.
Il funzionamento è comunque piuttosto semplice, il ripetitore WiFi riceve il segnale dal router e lo replica, aumentando quindi la copertura.

Gran parte dei lettori di certo conoscerà le ben nota funzione di AutoPlay (o AutoRun), presenti negli OS di casa Windows.

Mediante la funzione di AutoPlay, l’OS va ad analizzare automaticamente quanto inserito nel PC sfruttando sistemi rimovibili e dispositivi di varia natura (ad esempio le ben note penne USB, CD o DVD), scansionando il contenuto e, nella maggioranza dei casi, permettendo all’utente di scegliere quale programma avviare al fine di una più veloce visualizzazione o esecuzione.

Purtroppo, sebbene l’AutoPlay costituisca una funzione tanto utile quanto performante, al contempo è un valido canale di diffusione da parte di alcuni malware su postazioni di lavoro non protette o, in diversi casi, non equipaggiate di un buon antivirus (I migliori antivirus dello scorso anno).

Dunque, proprio per far fronte alla grave problematica appena menzionata, è notizia ufficiale dell’introduzione, da parte dell’azienda di alcune piccole modifiche riguardo la funzione di AutoPlay inglobata in Windows 7, così da offrire una maggiore sicurezza ed affidabilità a tutti gli utenti Microsoft.

Infatti, al fine di una maggiore protezione, la Microsoft, con il lancio del nuovo OS sul mercato, ha fatto in modo tale che, per impostazione di default, la funzionalità di AutoPlay non vada più a riguardare quelli che sono i dispostivi USB inseriti nel PC, consentendo solo ed esclusivamente l’esecuzione per quanto concerne CD e DVD, sperando in tal modo di ridurre le probabilità di avvio di programmi dannosi per la salute del proprio OS.

La maggioranza parte degli utilizzatori del sistema operativo, in particolar modo quella fetta d’utenza commerciale o inglobata nelle imprese, potrebbe sentirsi ancor più sicura e protetta se la tanto discussa funzionalità fosse completamente disattivata così da prevenire qualsiasi rischio.

Quindi, nel tentativo di ottenere un ulteriore sicurezza, potrebbe risultare consigliabile adottare alcuni piccoli e pratici accorgimenti così da salvaguardare il buon funzionamento del PC.

Il consiglio è dunque quello di modificare l’impostazione predefinita di AutoPlay recandosi prima su Start, successivamente su Pannello di controllo, poi su Hardware e Suoni ed infine cliccare sulla voce AuoPlay.

A questo punto togliere la spunta dalla casella “Utilizza AutoPlay per tutti i supporti e tutti i dispositivi” e confermare il tutto, o, in alternativa, andare ad impostare manualmente quelli che, a gusto personale, risultano dispositivi sicuri e avviabili automaticamente.